DAL PASQUILIO AL MONTE FOLGORITO: un percorso sulla linea gotica

La Linea Gotica, poi chiamata Linea Verde, è storicamente quella barriera fortificata dai Comandi li di Tedeschi che per circa sette mesi spezzò l'Italia in due. Correva su un fronte di 320 Kilometri da Pesaro sull'Adriatico al Cinquale di Montignoso sul mare Ligure.



Gli scontri armati su detta Linea, il più sanguinoso dei quali fu quello per la conquista di Rimini, causarono 200.000 morti e distruzioni immani ovunque. L'ultima battaglia della guerra in Italia avvenne sulla Linea Gotica apuana secondo un'antica Profezia Tra la man di Ferro (Lupi) e il Salto della Cervia" (Porta di Montignoso) e si consumerà esattamente fra Seravezza e Fosdinovo: detta battaglia avvenuta nell'aprile del 1945 determinò la Liberazione di tutto il Paese. A pochi passi, sulla sinistra del piazzale del "Termo", a metà del quale passa il confine tra il territorio del Comune di Massa e quello di Montignoso, si trova una trincea tedesca per tiratore individuale. Partendo da detto piazzale sulla strada del Monte Carchio e subito dopo, deviando a destra, sulla strada per il Monte Folgorito si arriva ad un grande ravaneto in circa 8 minuti di cammino. Appena superato il ravaneto, a sinistra, si prende un sentiero montano che in 15 minuti di percorso porta in cresta sulla Linea Gotica, fissata dalla storia al confine tra le Province di Lucca e di Massa-Carrara. Qui giunti, in località "Le Forche", si trovano le prime improvvisate opere di difesa tedesche: 2 buche individuali per tiratore, 2 camminamenti uno dei quali con postazione per il tiro, 2 caverne artificiali con funzioni di rifugio e dormitorio, 1 trincea con annesso riparo individuale ed una buca individuale per tiratori. In detta località, la mattina del 5 aprile 1945, le Compagnie "I" ed "L" del V Battaglione del 442¡ Reggimento di Fanteria Nippo-Americano, guidate dai partigiani del gruppo "173" dei "Patrioti Apuani" sugli impervi sentieri della valle del Serra, sorpresero addormentati i difensori tedeschi della 1481 Divisione del Generale Fretter-Pico ed aprirono, senza colpo ferire, il primo varco sul Settore Occidentale della Linea Gotica. In testa al gruppo di attacco si trovava la guida versiliese Luisi Pacifico, detto 'Sciamino", buon conoscitore delle Apuane nonchè delle prestazioni e delle abitudini dei tedeschi. Erano con lui Renzo Rossi, esponente del Gruppo " Vico" ed altri Patrioti Apuani inquadrati nella Compagnia "Falco". Superata la località "Le Forche" si giunge in pochi minuti, sul sentiero di cresta, alla quota 907 dove si trovano: 2 trincee per tiratori ed in più 1 caverna artificiale con funzioni di rifugio e di dormitorio ed tiri altro camminamento tedesco. Qui i soldati tedeschi di guardia furono uccisi dentro i loro rifugi. Sul lato che guarda verso Azzano, lungo una estesa striscia di monte, si trovano 72 buche individuali scavate dai Nippo-Americani per trovare riparo al tiro dei cannoni tedeschi di Punta Bianca. Una dozzina di buche più grandi sono state scavate dai "Nisei" sul lato sinistro della Chiesetta del Pasquilio il 7 aprile 1945. Risalendo rapidamente sulle pendici di "Col di Melo" troviamo una trincea tedesca e 14 buche individuali americane. Superato "Col di Melo" si scende e si arriva al cippo marmoreo della Linea Gotica, posto al centro della Sella, dove troviamo, a 20 metri circa verso Azzano, una buca individuale tedesca per tiratore. Salendo ora verso la cima del Monte Folgorito, a nord della stessa, troviamo una caverna scavata nella roccia del monte per i cicli di riposo di una squadra di 12 uomini. Sul lato mare si vede una postazione per tiratore e si imbocca un camminamento lungo 32 metri collegato ad un osservatorio di artiglieria, lungo 5 metri, armato con mitragliatrici che dominavano la Valle del Serra. Da "Le Forche" nella mattinata del 5 Aprile i soldati del 442esimo Reggimento Alleato si portarono verso il Folgorito sul quale gli occupanti (10 tedeschi e 2 italiani) erano ormai in allarme. L'attacco al Monte cominciò verso le ore 9. I Tedeschi sparavano brevi raffiche di mitragliatrice poi si riparavano nel camminamento. Hanno resistito sino alle 5 del pomeriggio, poi sono stati sopraffate. Nella zona del Folgorito, qualche ora dopo si scatenò una violenta battaglia cui partecipò una Compagnia della 1483 Divisione tedesca acquartierata al "Campaccio", sulla sinistra del Monte Carchio, ritenendo che gli Alleati dovessero per logica tentare di occupare per primo il "Passo della Cardella". Dei prigionieri nemici e dei Nippo-Americani che li custodivano non rimase alcun segno di riconoscimento, tanto furono colpiti in pieno e la battaglia del Folgorito si sviluppò e si concluse vittoriosamente per gli Alleati nella giornata del 6 aprile quando furono sopraffatti anche i tedeschi delle postazioni circostanti. Scendendo dal Monte, lato Massa, si trova prima la piazzola di partenza della funicolare che

scendeva sino alla strada carrozzabile di Montignoso e di cui si servivano i Tedeschi per il trasporto di viveri, munizioni e quant'altro potesse loro occorrere; poi le casette diroccate del "Loco della Santa" davanti alle quali esiste una posizione per artiglieria da montagna, mai armata dai Tedeschi. Tre postazioni del genere si trovano anche nella zona del Pasquilio: la prima sotto la Chiesetta sul "Colle del Giampolo", la seconda sul "Colle Zuccarello" presso la "Maestà della Nonna Lucia" e la Terza nella "Valle del Biancolin" -dalle vicinanze della "Casa di Dandalo": anche dette postazioni non vennero mai armate. Scendendo dal Folgorito, lato Lucca, si trova la casa pressochè distrutta del pastore "Lessa" (Alessandro Novani), ucciso dai Tedeschi lungo la strada mentre tornava, con un fiasco d'acqua stretto al petto, dalla fonte della "Grotta Taverna": spararono al fiasco ed al cuore. Come lui furono uccisi altri due pastori del Pasquilio: Tonacci Orlindo e Paolini Carlo, dopo il combattimento di Cerreta San Nicola del 12 luglio 1944 in cui tre tedeschi, che avevano detto di voler passare ai Partigiani, persero la vita. Quando, con la necessaria vigilanza, i Partigiani si presentarono, i tedeschi spararono all'impazzata ferendo mortalmente una bambina di 9 anni, ma due di loro furono immediatamente abbattuti dagli uomini comandati da Aurelio Tonini di Forte dei Marmi ed un terzo, che era riuscito a fingere, cadde nelle mani di una squadra dei "Patrioti Apuani' comandata da Evidio Buffoni di Vietina. A 100 metri circa, sulla cresta sottostante il Folgorito, si trova un'articolata postazione tedesca con un settore di tiro per mortaio e mitragliatrice, un corridoio antischegge e un rifugio a cielo aperto, un tempo ricoperto con travi e tavole asportate dalle casette della zona e del Pasquilio. Su detto soffitto era stato ricreato un manto verde allo scopo di ingannare la frequente osservazione aerea alleata. A questa articolata postazione, ripetuta nella zone di cresta sottostanti del "Pizzone" e di "Colle Piano", si conclude per il momento l'itinerario sulla Linea Gotica e la relativa segnaletica.

sentieri


 SANT'ANNA DI STAZZEMA - Centro Regionale Toscano della Resistenza


Le Apuane furono teatro di efferate stragi nazifasciste che insanguinarono l'estate del 1944 a S. Terenzo, Vinca, Forno e raggiunsero l'apice a Sant'Anna, una frazione del Comune di Stazzema situata sulle propaggini meridionali delle Alpi Apuane. Il paese fu teatro della feroce repressione durante la giornata del 12 Agosto 1944 quando colonne di SS provenienti da Monte Ornato, Farnocchia, Mulina e Val di Castello, piombarono di prima mattina nel paese di S. Anna, mettendo a ferro e fuoco le piccole borgate provocando 560 vittime tra la popolazione inerme. Per questo enorme tributo di vite umane il Comune di Stazzema è stato insignito della medaglia d'oro al valore militare e a perenne ricordo dei martiri dell'eccidio è stato realizzato un monumento Ossario che sorge, a monito e simbolo di pace, sul colle poco distante dal paese. Quale Centro Regionale della Resistenza, S. Anna di Stazzema accoglie un importante Museo Storico la cui raccolta di foto, documenti e opere testimoniano il contributo di questa terra alla Lotta di LiberazioÂne e offrono motivo di riflessione sui valori più alti della Resistenza e sugli ideali di libertà che la motivarono.

Sant'Anna di Stazzema